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Il POP difende gli interessi delle donne e gli uomini legati al mondo del lavoro che producono le ricchezze del nostro Cantone! Unisciti alle/agli salariate/i, operai/e, contadine/i, apprendiste/i, studenti, disoccupate/i e pensionate/i che vogliono più giustizia sociale e una vera protezione dell’ambiente!

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Il programma politico del POP-PSdL

Siccome la ricchezza sociale è fondata sul lavoro, questo è per noi un diritto fondamentale per tutti gli esseri umani. Ogni lavoro è importante e ha lo stesso valore. Vogliamo sopprimere lo sfruttamento della persona e non la persona. Il PSdL difende l’instaurazione di un nuovo Codice del lavoro, e in modo particolare l’istituzione di un Tribunale del lavoro. Concretamente rivendichiamo:

  • il diritto al lavoro sulla costituzione;
  • l’introduzione di un salario decente di almeno fr. 4’500.- al mese ( 24.75 fr.- all’ora);
  • un salario minimo per le apprendiste e gli apprendisti;
  • l’introduzione di un salario massimo;
  • l’introduzione della tredicesima per tutte le lavoratrici e tutti i lavoratori;
  • l’introduzione della settimana di 35 ore, senza riduzione di salario ma con l’aumento di personale;
  • nessuna deregolamentazione degli orari nei negozi. Una armonizzazione su scala nazionale può essere fatta unicamente a condizione di limitare le aperture dei negozi per un massimo di 11 ore al giorno;
  • il diritto alla formazione continua finanziata dalle aziende;
  • la proibizione degli stage di lunga durata;
  • l’abolizione della precarietà, vale a dire la messa in atto di una vera protezione contro i licenziamenti per tutte e tutti, il diritto alla reintegrazione e alla proibizione del lavoro interinale, del lavoro su chiamata e del salario al merito;
  • il potenziamento della protezione della salute e della sicurezza sul posto di lavoro, in particolare aumentando i controlli senza preavviso e le sanzioni di fronte a imprenditori e imprenditrici;
  • l’ottenimento del diritto di riunirsi in assemblea del personale durante il tempo di lavoro, di eleggere dei delegati e delle delegate sindacali di impresa e il diritto di sciopero esteso;
  • sanzioni finanziarie per chi non rispetta la parità salariale donna-uomo;
  • il riconoscimento del burn-out come malattia professionale.

E non rinunceremo… prima che, nella società socialista, il lavoro non serva più ad arricchire un numero ristretto di persone con lo sfruttamento di esseri umani e della natura, ma ad assicurare il benessere di tutte e tutti.

Il disastro ambientale è la conseguenza diretta del perseguimento miope del massimo profitto da parte del capitale. Un pianeta sano è però una ricchezza per tutti.

Concretamente rivendichiamo…

  • nessuna privatizzazione dell’acqua e dell’energia;
  • dichiarare l’urgenza climatica;
  • la protezione e la promozione della biodiversità.
  • la cessazione immediata dell’energia atomica;
  • la socializzazione e dunque il controllo democratico delle società che gestiscono l’energia;
  • nessuno sconto alle aziende sui costi dell’acqua e dell’energia;
  • investimenti statali nella ricerca di energie rinnovabili;
  • programmi per la riduzione del consumo energetico per privati e aziende;
  • i trattati con l’Europa devono garantire una politica energetica favorevole all’ambiente;
  • uso gratuito dei mezzi di trasporto locali per tutti;
  • prevalenza del trasporto su rotaie;
  • riduzione del trasporto di beni commerciali;
  • drastica eliminazione dei pesticidi e da subito proibizione del glifosato;
  • niente fondi pubblici o privati nelle energie fossili;
  • combattere attivamente l’obsolescenza programmata;
  • aumento dei controlli e sanzioni contro l’inquinamento industriale;
  • il rispetto delle norme sociali e ambientali nella produzione e commercializzazione dei prodotti;
  • la pianificazione del territorio nel rispetto dell’ambiente.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, vi sarà equilibrio tra distribuzione dei beni e rispetto dell’ambiente.

La distribuzione ineguale delle ricchezze è il segno più evidente del capitalismo. Un piccolo numero di persone possiede la parte più grande, molti non hanno quasi nulla. Il mondo ha la testa in basso. Noi lo aiuteremo a rimettersi sui piedi.

Concretamente rivendichiamo :

  • l’aumento dell’imposta sui ricavi delle società di capitali;
  • l’aumento dell’imposta sul capitale delle società di capitali;
  • un importante aumento dell’imposta sui guadagni immobiliari;
  • l’introduzione di un’imposta sulle transizioni finanziarie;
  • l’introduzione di un’imposta federale sulle successioni;
  • l’armonizzazione dei tassi d’imposta dei comuni e dei cantoni;
  • la nazionalizzazione e il controllo democratico, in un primo tempo, delle banche e delle compagnie di assicurazioni;
  • un aumento delle imposte sulle grandi sostanze;
  • la soppressione dell’IVA sui beni di prima necessità;
  • la fine reale del segreto bancario per farla finita con i paradisi fiscali.

E non rinunceremo…. prima che, nella società socialista, i ricchi non saranno più ricchi e i poveri non saranno più poveri!

L’Unione Europea serve gli interessi capitalistici e imperialisti dei dirigenti e delle grandi aziende. Gli accordi bilaterali tra la Svizzera e L’UE consolidano la politica neo-liberale in Svizzera. Siamo fedeli ad un Europa fondata sui valori della tolleranza, la solidarietà, la pace e l’antifascismo.

Concretamente rivendichiamo:

  • la rinegoziazione degli accordi bilaterali con l’UE nell’interesse dell’insieme della popolazione;
  • l’estensione delle misure d’accompagnamento;
  • più mezzi finanziari e umani per l’applicazione delle misure d’accompagnamento
  • nessuna adesione della Svizzera all’UE;
  • il mantenimento della neutralità nei confronti dell’UE e il rifiuto della partecipazione attiva o passiva alle guerre, così come una rottura di tutte le relazioni con alleanze imperialiste come la NATO;
  • la fine dei negoziati sugli accordi di libero scambio, in particolare l’accordo TISA;
  • il mantenimento della Svizzera nella Convenzione europea dei diritti umani (CEDU).

E non ci fermeremo… prima che, in un società socialista, un’Europa fondata sulla solidarietà sia stabilità nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori.

Senza una lotta radicale contro il sessismo e gli stereotipi, i cambiamenti nella società non possono aver luogo. E’ una lotta che ci concerne tutte e tutti. Affinché venga costruita una società solidale dove tutte e tutti sono uguali, è necessario che lottiamo assieme, fianco a fianco, donne e uomini.

Concretamente rivendichiamo:

  • il rispetto della parità salariale tra donne e uomini;
  • l’obbligo per le imprese di rendere trasparenti le differenze di salario tra i sessi;
  • l’estensione dell’assicurazione maternità;
  • l’instaurazione di un congedo parentale pagato di almeno 18 mesi, di uguale durata tra il padre e la madre;
  • la gratuità d’accesso per tutte e tutti a degli asili-nido di qualità;
  • nessun aumento dell’età di pensionamento delle donne;
  • allargare la protezione contro la violenza di genere;
  • il diritto ad ognuna di disporre del proprio corpo, garantendo l’accesso alla contraccezione e il diritto all’interruzione di gravidanza;
  • un’educazione sessuale già partire dalle scuole elementari che affronti le questioni di genere, stereotipi e discriminazione;
  • togliere l’IVA per i prodotti d’igiene femminile;
  • garantire i mezzi finanziari per i servizi d’attenzione alle donne.

E non rinunceremo… prima che, in una società socialista, tutte le disuguaglianze tra donne e uomini non saranno che una reliquia del passato.

Viviamo sotto la dittatura delle banche e dei gruppi di potere. La maggior parte delle persone non ha modo di esprimere la propria opinione. Sono necessari cambiamenti radicali. Tutti i settori dell’esistenza, anche l’economia, devono essere gestiti democraticamente.

Concretamente rivendichiamo:

  • l’interruzione immediata delle trattative per i contratti sul libero scambio. Nuove trattative dovranno essere approvate dal Parlamento;
  • il diritto di voto e di eleggibilità per tutte le persone residenti in Svizzera, dal 18esimo anno di età;
  • il diritto di voto nelle fabbriche;
  • la rappresentanza degli studenti nel sistema scolastico;
  • le commissioni paritetiche nelle Università;
  • l’obbligo di rendere conto e la possibilità di essere deposti per i politici;
  • la trasparenza e la limitazione dei finanziamenti delle campagne elettorali;
  • il mantenimento e la garanzia dei diritti democratici fondamentali, tra cui quello di manifestare;
  • fermare ogni forma di sorveglianza di massa.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, non vi sarà una democrazia socialista e la democrazia non sarà più un privilegio.

La solidarietà internazionale è un valore fondamentale per il nostro partito. Noi vogliamo una Svizzera impegnata a ridurre lo scarto tra i ricchi e i poveri nel mondo. Una Svizzera impegnata in favore della pace e non della guerra.

Concretamente rivendichiamo:

  • l’abolizione della tassa di sostituzione al servizio militare;
  • il ritiro delle truppe svizzere all’estero;
  • il ritiro di tutti i membri dell’esercito svizzero all’estero e la fine immediata della cooperazione militare in particolare con i paesi della NATO, Israele, le monarchie dei paesi del Golfo;
  • nessuna partecipazione Svizzera a dei progetti per un esercito europeo;
  • il sostegno ai movimenti democratici nel terzo mondo;
  • delle relazioni commerciali eque con i paesi in via di sviluppo ed emergenti, come anche una cooperazione allo sviluppo che rappresenti almeno l’1 per cento del prodotto interno lordo della Svizzera;
  • il divieto delle speculazioni sulle materie prime;
  • il riconoscimento dello Stato Palestinese da parte della Confederazione Svizzera;
  • il Governo svizzero deve sostenere attivamente la fine del blocco economico contro Cuba;
  • la fine delle illegali sanzioni contro il Venezuela;
  • il divieto di fabbricazione, utilizzo ed esportazione del LBD 40 e simili;
  • la riduzione degli armamenti, degli effettivi e del budget dell’esercito svizzero;
  • no all’acquisto di nuovi aerei da combattimento;
  • libertà di scelta del servizio civile, di durata simile al militare e aperto anche alle donne.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, il pericolo della guerra sia eliminato e ci sia una vera solidarietà tra tutti i popoli oppressi.

Il razzismo contribuisce al mantenimento del sistema capitalista. Gli stranieri sono il capro espiatorio affinché non si affrontino i veri problemi di classe.

Concretamente rivendichiamo:

  • il passaporto svizzero per tutte le persone nate in Svizzera;
  • la legalizzazione dei sans-papiers, poiché nessun essere umano è illegale;
  • il perseguimento penale di ogni comportamento razzista;
  • una legislazione sugli stranieri e sull’asilo basata sulla solidarietà e sull’umanità;
  • l’uscita della Svizzera dagli accordi di Schengen e Dublino;
  • una Svizzera aperta per i profughi;
  • un servizio di informazioni e sanitario per i profughi;
  • il libero transito per tutte le persone;
  • il diritto al lavoro per ogni persona che soggiorna in Svizzera, con lo stesso salario per lo stesso lavoro;
  • il riconoscimento dello statuto di profugo per tutte le persone incarcerate per il loro orientamento sessuale o la loro identità sessuale;
  • fermare la detenzione amministrativa dei minori;
  • la legalizzazione dei viaggi per i rifugiati nei loro paesi d’origine

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, razzismo e xenofobia saranno solo brutti ricordi del passato.

La situazione è oggi diventata intollerabile. Il sistema liberale, per non dire il furto organizzato, della LAMAL ha toccato da tanto tempo il fondo. I premi esplodono anno dopo anno, a dei punti intollerabili per le classi popolari, una situazione che porta spesso a rinunciare a delle cure basiche. Questo anche per il fatto che tante cure non sono coperte dall’assicurazione di base.

Concretamente rivendichiamo:

  • un sistema di salute sociale, accessibile a tutte e tutti e di prossimità;
  • una cassa malati unica, con dei premi in base al reddito e alla fortuna;
  • l’abolizione del sistema delle franchigie;
  • la creazione di un’assicurazione per le cure dentali;
  • nessuna privatizzazione degli ospedali pubblici;
  • il divieto delle sovvenzioni pubbliche alle cliniche private;
  • la nazionalizzazione delle case farmaceutiche per rendere possibile l’abbassamento dei prezzi delle medicine e un controllo democratico su quest’ultime;
  • la trasparenza nell’industria farmaceutica sui costi dei medicamenti;
  • l’eliminazione delle liste nere per gli assicurati delle casse malati.

E non ci fermeremo… finché, in una società socialista, un sistema di salute completamente pubblico e gratuito non sia presente e l’accesso alle cure sia riconosciuto come un diritto garantito a tutta la popolazione.

Le rendite e le assicurazioni sociali non sono un’elemosina, bensì diritti garantiti dalla Costituzione e finanziati dal nostro lavoro.

Concretamente chiediamo:

  • la cessazione immediata di ogni peggioramento delle assicurazioni sociali, e la socializzazione di tutte le assicurazioni sociali, affinché sottostiano al controllo democratico;
  • l’integrazione del secondo pilastro (Cassa pensione) nel primo pilastro (AVS), e con ciò l’introduzione della pensione popolare;
  • la facilitazione del pensionamento anticipato nelle professioni usuranti;
  • il pensionamento a 60 anni per tutte e tutti
  • una rendita minima di CHF 4’000.- al mese;
  • proibire ogni forma di discriminazione verso i più anziani.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, tutti avranno un’esistenza dignitosa e non dovranno più temere per il proprio futuro o quello della propria famiglia.

In una società divisa in classi, anche la politica culturale obbedisce agli obiettivi della classe dominante. A questa è necessario oppore una cultura democratica.

Concretamente rivendichiamo:

  • l’accesso gratuito all’insegnamento della musica, della danza, della pittura e delle attività artistiche in generale;
  • una ripartizione più equa del sostegno pubblico alla cultura;
  • un maggiore incoraggiamento per i giovani artisti con l’offerta di formazioni adeguate;
  • la creazione di spazi culturali autogestiti;
  • un maggiore sostegno dello Stato alle manifestazioni culturali;
  • la garanzia d’accesso alla cultura per tutte e per tutti.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, l’arte e la cultura saranno dei mezzi di rilassamento e di riflessione sullo sviluppo sociale.

Gli alloggi servono per abitarci, non per aumentare i profitti dei proprietari immobiliari. Una casa a prezzi abbordabili è un diritto fondamentale e la qualità dell’alloggio, strettamente legata a quella di vita e della salute, deve essere garantita.

Concretamente rivendichiamo :

  • la fine degli sfratti;
  • il controllo degli affitti da parte dello Stato e l’obbligo di creare un numero sufficiente di alloggi a pigione moderata;
  • il divieto della speculazione sugli alloggi e i terreni;
  • un diritto generale di prelazione al valore ufficiale per i comuni e le cooperative abitative nella vendita di edifici e di terreni edificabili;
  • la nazionalizzazione e il controllo democratico della proprietà fondiaria;
  • la creazione di alloggi per gli studenti e gli apprendisti;
  • basta privatizzazioni di alloggi di proprietà dello Stato;
  • proibire i tagli dell’elettricità, acqua e gas in caso di difficoltà finanziaria dei locatori;
  • nessuna demolizione senza un progetto di costruzione nuovo socialmente e ambientalmente accettabile;
  • espropriazione forzata degli immobili d’interesse culturale e/o molto degradati.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, il diritto di disporre delle terre sarà trasformato in semplice diritto di utilizzo.

Le decisioni in ambito agroalimentare sono determinate prevalentemente dagli accordi commerciali multi o bilaterali. Noi vogliamo che i/le contadini/e e la popolazione svizzera siano messi/e in condizione di decidere sovranamente degli alimenti che vogliono consumare.

Concretamente rivendichiamo:

  • un’agricoltura contadina diversificata e nutritiva, che tenga in considerazione le nostre risorse naturali, in particolare il suolo, e protegga le nostre sementi e rinunci agli OGM;
  • un aiuto dello Stato ai/alle piccoli/e contadini/e, affinché possano pagare i/le loro impiegati/e almeno 4’000 franchi al mese per 1’600 ore di lavoro;
  • una produzione agricola che possa mirare alla sovranità alimentare, fissando i prezzi affinché tutti i contadini possano vivere dignitosamente e aumentando le protezioni per i generi alimentari indigeni;
  • degli standard di produzione definiti secondo le esigenze dei consumatori e delle consumatrici e dei produttori e delle produttrici, e in nessun modo dai dirigenti dell’UE. Di conseguenza, noi vogliamo che la Svizzera abbandoni il principio del Cassis de Dijon;
  • un accesso ad un’alimentazione sana e sufficiente per tutti e per tutte;
  • lo sviluppo di fattorie pedagogiche per sensibilizzare al rispetto dell’ambiente e al lavoro agricolo;
  • la legalizzazione e la regolazione della produzione, della vendita e del consumo di cannabis;
  • il sostegno dello Stato alla pratiche agricole rispettose dell’ambiente;
  • misure concrete contro lo spreco alimentare.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, l’agricoltura non sarà in armonia con la natura e con la popolazione locale.

Le istituzioni di formazione sono il riflesso della società. Si ha la tendenza ad insegnare ciò che serve all’economia. Questo contrasta con un’educazione emancipatrice, che ci permetterebbe di superare lo sfruttamento e la dominazione di classe.

Concretamente rivendichiamo:

  • un sostegno finanziario accresciuto dello Stato per le istituzioni pubbliche di formazione;
  • un aiuto mirato per i bambini e le schiere delle lavoratrici, dei lavoratori e dei migranti;
  • il divieto per l’economia privata di influenzare il contenuto della ricerca e dell’insegnamento;
  • una formazione gratuita per tutte e per tutti, dalla scuola dell’infanzia fino alla fine degli studi superiori;
  • un minimo di due giorni di scuola a settimana per gli/le apprendisti/e;
  • l’introduzione di una formazione politica a tutti i livelli dell’insegnamento;
  • l’introduzione dell’educazione sessuale alle scuole elementari;
  • la concessione facilitata di una borsa di studio per gli/le studenti e gli/le apprendisti/e;
  • l’aumento dei posti di apprendistato • più diritti per gli/le apprendisti/ste e una loro migliore protezione;
  • l’aumento del corpo insegnante nelle scuole elementari e medie;
  • la prevenzione attiva nelle scuole dell’alcool, della droga e del tabacco;
  • la laicità della scuola;
  • una lotta concreta contro il bullismo scolastico;
  • lotta contro le molestie sessuali nelle università, alte scuole e scuole professionali;
  • una formazione professionale legata ai cambiamenti della produzione energetica e attenta al rispetto dell’ambiente.

E non ci fermeremo… prima che, in una società socialista, la formazione non sia più al servizio degli interessi economici ma serva alla formazione della personalità e della società.

Il sessismo è l’oppressione che stabilisce una gerarchia tra i sessi, creando delle classi distinte, la classe sessuale produttrice e la classe sessuale riproduttrice, sfruttata in modo diverso. Questo modello si impone a ciascuna e a ciascuno e ogni deviazione è repressa socialmente e legalmente.

Concretamente rivendichiamo:

  • il diritto per ciascuno e ciascuna di disporre del proprio corpo, garantendo l’accesso alla contraccezione e all’interruzione di gravidanza;
  • la protezione contro le violenze e le discriminazioni basate sul sesso, l’orientamento sessuale, l’identità di genere;
  • la fine delle discriminazioni legali per le coppie e i genitori omosessuali;
  • la fine della psichiatrizzazione delle trans-identità e il riconoscimento legale del genere vissuto senza sterilizzazione forzata;
  • il diritto all’autodeterminazione del genere per le persone intersessuali e transessuali e l’accesso ad un trattamento medico desiderato;
  • l’instaurazione del matrimonio per tutte e per tutti;
  • la costruzione di case d’accoglienza per le persone LGBT che vengono rifiutate dalla loro famiglia.

E non ci fermeremo… Prima che, in una società socialista, il sessismo, l’omofobia, la transfobia non siano più che il ricordo di un lontano passato.

I dati che fanno le nostre lotte

0 % di bambini in situazione di povertà in Svizzera
0 % dei lavoratori guadagnano meno di 4’000 fr/mese
0 le aziende agricole che spariscono ogni giorno in Svizzera
0 i pensionati che non riesco a sbarcare il lunario in Svizzera
0 % d’aumento del prezzo dei biglietti delle FFS dal 1990
0 % d’aumento dei premi di cassa malati negli ultimi vent’anni
0 persone posseggono tanto quanto la metà più povera del mondo
0 % di differenza salariale media fra donne e uomini in Svizzera

… buoni motivi per sostenere il POP!

Il Partito Svizzero del Lavoro – Partito Operaio e Popolare

0 Membri
0 Consigliere nazionale
0 Eletti cantonali
0 Eletti comunali

Gli eletti del PSDL-POP