Riduzione premi: solo fumo negli occhi!

La prima riduzione dei premi di assicurazione malattia dal 2008 è stata annunciata in pompa magna: è una buona notizia o solo altro fumo negli occhi?

Per il Consiglio federale è l’effetto della “revisione dell’ordinanza sulla sorveglianza dell’assicurazione malattia (OSAMal), che entrerà in vigore nel giugno 2021, e che facilita agli assicuratori la riduzione volontaria delle riserve. Li incoraggia anche a calcolare i premi nel modo più accurato possibile per evitare riserve eccessive”. Davvero? Prima di tutto, bisogna ricordare che la riduzione media dei premi nel 2022 sarà dello 0,2% (70 centesimi/mese!), che sarà effettiva solo nella metà dei cantoni, e che varierà anche a seconda dell’età e del tipo di contratto. Questo significa che, in realtà, la popolazione non ne vedrà la concretezza.

In un momento in cui molte persone hanno visto il loro reddito disponibile ridursi di diversi punti percentuali, questa riduzione è veramente irrisoria. Si può credere che, senza la pressione delle autorità federali, le compagnie di assicurazione malattia, che annunciavano ancora quest’estate un aumento dei premi per il 2022, non avrebbero accettato “questo gesto”, visto che sono seduti su una fortuna di oltre 11 miliardi, cioè il doppio della riserva minima legale: si dimenticano però che questo denaro appartiene agli assicurati. Infatti, solo quattro grandi compagnie di assicurazione hanno accettato “volontariamente” di restituire un totale di 380 milioni di franchi (che non riguarda tutti gli assicurati, ovviamente).

Calcolo dei premi

La prossima questione è come vengono calcolati i premi e i livelli di riserva. Ciò si basa tanto sui mercati finanziari e sul rischio di sinistri non pagati (un modo elegante per parlare di coloro che non possono più pagare i loro premi) quanto sull’effettivo sviluppo dei costi sanitari. E si può dire che, almeno per l’anno 2020, sono più i colossali guadagni finanziari del 2019 – e anche del 2020, nel mezzo di una pandemia – sulle riserve che hanno “costretto” le assicurazioni sanitarie ad aumentare solo leggermente i premi! Si tratta di un vero paradosso. Possiamo quindi vedere che il controllo dei costi sanitari è solo uno dei parametri, e non necessariamente il più importante, per fissare il valore dei premi.

Inoltre, si sa che tali costi sono aumentati solo dello 0,1% nel 2020, mentre l’aumento dei premi dell’anno scorso è stato dello 0,5%, il che è troppo alto (soprattutto perché le riserve sono immense), anche se si immagina il rischio di un 2021 incerto. L’anno 2021 è stato difficile, ma molto di più per la Confederazione, che, finanzia a grandi linee i vaccini e i test anti-covid-19, e per i cantoni in termini di logistica necessaria all’operazione. Per non parlare del monitoraggio e della ricerca necessari per capire e adattarsi a questa nuova epidemia.

Aumento costante

L’assicurazione malattia obbligatoria regolata dalla LAMal non è direttamente toccata dal Covid-19, anche se il Consiglio federale ammette che bisognerà aspettare la fine del 2022 per avere cifre affidabili! Un aumento del premio sarebbe stato semplicemente indecente! Inoltre, bisogna ricordare che l’unica altra diminuzione dei premi dall’entrata in vigore della LAMal nel 2008, (rispetto al 2007), ha “stranamente” seguito la campagna sull’iniziativa “per una cassa malati unica e sociale”, basata sul modello SUVA, lanciata per contrastare il regolare aumento dei premi che, già allora, indeboliva le famiglie a medio reddito; uno degli argomenti delle casse malati e della destra era che, con il sistema attuale, “erano in grado di controllare i costi”. Una volta respinta l’iniziativa, gli aumenti dei premi sono ripresi anno dopo anno, senza controllo democratico e nella quasi totale opacità.

La destra, i medici, le compagnie di assicurazione malattia e le case farmaceutiche non hanno alcun interesse a cambiare un sistema da cui traggono profitto, attraverso il quale sono in grado di mercificare la salute e cercano con ogni mezzo di limitare i benefici della LAMal e di offrire lucrative assicurazioni private per compensare.

Cercasi pazienti disperatamente

Questo è uno degli altri scandali della situazione attuale, dove la stessa compagnia di assicurazione può offrire i cosiddetti servizi di base (LAMal) e altri servizi supplementari privati e lucrativi. E che dire della qualità delle cure in tutto questo? È assurdo apprendere che gli EMS sono alla disperata ricerca di pazienti perché sono occupati solo al 97% e che il punto di pareggio è del 98%, come abbiamo sentito recentemente. Forse è il momento di lanciare un’iniziativa per un’unica cassa malati pubblica e l’abolizione delle costose e inutili assicurazioni complementari!
Nel frattempo, accettiamo questa riduzione del premio per quello che è, ma sopratutto non dimentichiamoci di andare a votare per l’iniziativa popolare per delle cure infermieristiche forti: il nostro sistema di salute ne beneficerà!

A cura del Dr. Bernard Borel, comparso il 25 novembre 2021 su Résitance, giornale del POP Vaud.