30 ottobre: chi dorme non piglia pesci!

L’annuncio è lanciato, finalmente! L’Unione Sindacale Svizzera ha fissato il 30 ottobre una giornata di mobilitazione generale di tutte le categorie lavorative. Il carovita, l’aumento dei premi cassa malati, il precariato, la mancanza di tempo libero e di riposo sono problemi che riguardano tutti e tutte le persone che lavorano.
La nuova crisi che sta colpendo i lavoratori e le lavoratrici impone di manifestare contro l’erosione dei diritti e delle condizioni d’impiego delle lavoratrici e dei lavoratori in atto in tutti i settori:

  • Nelle fabbriche si taglia e si delocalizza accelerando la distruzione dell’apparato produttivo nazionale, già ridotto ai minimi termini.
  • Le banche e le assicurazioni confrontate alle evoluzioni tecnologiche in materia di digitalizzazione riducono fortemente il personale.
  • Il personale sociosanitario duramente sfruttato durante la pandemia merita migliori diritti.
  • Nei cantieri la lotta alla mafia deve cambiare passo.
  • Nel terziario operaio (ristorazione, vendita, logistica) si deve lottare per ottenere dei diritti e delle condizioni di lavoro dignitose.

Il Partito Operaio e Popolare non può che rallegrarsi di questa decisione, consci che solo con la lotta nelle piazze si potrà far sentire la pressione al Consiglio Federale e al padronato.
L’attuale contesto di crisi economica e sociale, peggiorato negli ultimi due anni dalla pandemia che ha colpito più duramente le classi popolari, esige una mobilitazione massiccia, che rimetta al centro il tema del lavoro con tutte le sue implicazioni politiche e sociali.
Il nostro Partito si augura che il 30 ottobre ci sarà un grande momento di lotta in tutto il paese e con i propri militanti si attiverà all’interno dei vari sindacati al fine di mobilitare al massimo ogni categoria.
Sono tante infatti le attuali lotte che le federazioni conducono separatamente, noi siamo favorevoli alla convergenza delle lotte, sviluppando la solidarietà di classe tra ogni categoria.
Dobbiamo dunque muoverci sin da subito nei posti di lavoro per parlare di questo evento, che deve diventare un primo grido di allerta: la classe operaia è stanca di questo sistema.
In questi mesi sta nascendo un periodo di lotte che già oggi stanno mostrando il malcontento della popolazione. La crisi strutturale della nostra società capitalista sta portando conseguenze nefaste ed è fondamentale che un cambiamento di paradigma possa prendere piede al più presto. Il Socialismo è più attuale che mai, il capitalismo è al capolinea.