Il Partito Svizzero del Lavoro sostiene lo sciopero per il clima!

Appello del Partito Svizzero del Lavoro – Partito Operaio Popolare

per lo sciopero del clima del 21 maggio 2021

Il fenomeno del riscaldamento climatico causato dalle emissioni di gas a effetto serra, la distruzione della biosfera a causa dell’inquinamento e i pericoli che sono associati sono noti da molto tempo. Ma finora, quasi nulla di serio è stato intrapreso dal Governo per mettere fine a questi fenomeni. I governi borghesi hanno preferito proteggere gli interessi, con ogni mezzo, gli interessi a corto termine delle grandi imprese. Per cambiare questo, la pressione della piazza è necessaria. Il Partito Svizzero del Lavoro – Partito Operaio Popolare (PSdL-POP) si unisce dunque allo sciopero per il clima del 21 maggio e chiama tutte e tutti a partecipare alle azioni previste in tutta la Svizzera.

La situazione è grave: un’azione immediata è necessaria.

I fenomeni meteorologici estremi, il record di siccità, le ondate di calore, lo scioglimento accelerato dei ghiacciai e della calotta glaciale sono gli effetti catastrofici del riscaldamento climatico e causano già dei disastri considerevoli. E’ essenziale prendere delle misure drastiche per raggiungere un bilancio netto di gas a effetto serra a livello zero entro il 2030. In caso contrario, rischiamo un aumento della temperatura mondiale di quattro gradi Celsius, fatto che comporterebbe un effetto di retroazione incontrollabile. La superficie della Terra non sarebbe allora più abitabile per la nostra specie e per altre specie di animali e vegetali. Per raggiungere l’obiettivo auspicato da oggi al 2030 è necessario rompere con le politiche poco lungimiranti delle élites borghesi. Altrimenti, le multinazionali continueranno a causare danni importanti e irreparabili e a trascinarci nell’abisso. Le 100 più grandi imprese sono responsabili di oltre il 70% delle emissioni di gas a effetto serra. Dobbiamo dunque lottare contro i veri responsabili della distruzione dell’ambiente.

Un cambiamento sistemico è necessario

La questione dell’ecologia è spesso presentata come un problema generale dove ognuna e ognuno portano la propria parte di responsabilità. Tuttavia, il PSdL-POP è convinto che il solo mezzo per preservare il nostro Pianeta è una gestione a lungo termine, globale e solidale delle nostre risorse naturali. La prima condizione per fare questo è quella di un cambiamento del sistema. E` più che necessario trovare delle soluzioni contro la distruzione della natura. Questa distruzione, è tra l’altro, il risultato della mondializzazione neoliberale e della sua assenza di regole per le multinazionali. L’obiettivo di queste ultime è e rimane la massimizzazione del maggior profitto possibile, indipendentemente dalle conseguenze ecologiche e sociali.

Ma i loro obiettivi non sono i nostri!

Porre fine alla contraddizione paradossale

Le imprese continuano a saccheggiare le risorse naturali nel Mondo intero, in particolare nei paesi più poveri. Senza un cambiamento radicale, esse potranno sempre farlo in piena impunità, con le conseguenze tragiche che questo implica per l’ambiente e le popolazioni. Nel medesimo tempo, nei paesi ricchi, esse continueranno a promuovere uno stile di vita, di produzione e di consumo che minaccia l’equilibrio ecologico del pianeta. Bisogna mettere fine a questa contraddizione paradossale.

Le multinazionali svizzere sono in prima linea nella corsa per il controllo delle risorse naturali: Neslté, campione delle privatizzazioni dell’acqua e non solo nel paesi del Sud, Glencore, regina del commercio di materie prime e Syngenta, grande inquinatrice di acqua nel Mondo. Questi non sono altro che alcuni esempi di attori mondiali elvetici che sfruttano e distruggono impietosamente l’ambiente in nome del profitto. Le conseguenze sono una deteriorazione continua della nostra qualità di vita e di quella delle generazioni future.

I problemi ambientali fanno parte della lotta di classe

La distruzione continua dell’ambiente è una conseguenza dello sfruttamento capitalista della natura e della ricerca illimitata del profitto. Questo, al giorno d’oggi, non può più essere contestato da nessuno.

Cosi, i problemi dell’ambiente non possono essere separati dalla lotta di classe. Essi l’accentuano e l’intensificano, perché la distruzione delle nostre condizioni di vita non può essere contenuta a lungo termine nel sistema di sfruttamento capitalista.

Ma da oggi, tutti i governi capitalisti devono venire costretti ad applicare delle misure di protezione dell’ambiente e del clima con l’obiettivo di assicurare la sopravvivenza al Pianeta e dunque all’umanità. Nell’ottobre 2018, il Gruppo di esperti intergovernamentali sull’evoluzione del clima (GIEC), parimenti conosciuto con il nome di Gruppo di esperti intergovernamentali sull’evoluzione del clima delle Nazioni Unite ha pubblicato un rapporto speciale sulla messa in opera dell’obiettivo 1,5 gradi. La scienza preconizza dei cambiamenti rapidi per limitare il surriscaldamento. Per raggiungere l’obiettivo di 1,5 gradi, occorreranno “dei cambiamenti rapidi, profondi e senza precedenti in ogni settore della società”. Si tratta, in particolare e secondo il rapporto, di cambiamenti nei sistemi energetici, nell’agricoltura e i trasporti.

Brevemente, dobbiamo agire e dichiarare un’urgenza climatica ora!

Un cambiamento radicale è necessario

Le cause dei problemi ambientali sono la ricerca avida del profitto il più rapido e più elevato possibile, lo sfruttamento impietoso della natura sotto le pressioni delle grandi imprese. Ma un ambiente sano rappresenta un bene per tutte e tutti.

Noi domandiamo concretamente

  • La dichiarazione di un’urgenza climatica adesso
  • Il mantenimento nelle mani pubbliche delle risorse necessarie alla vita, per garantire il loro utilizzo e lo sfruttamento ecologico (acqua, elettricità, riscaldamento,..)
  • L’abbandono immediato dell’energia nucleare e la sua sostituzione con energie rinnovabili come l’energia solare
  • La nazionalizzazione e il controllo democratico delle imprese energetiche private
  • Gli investimenti massicci da parte dello Stato in progetti di ricerca sulle energie rinnovabili
  • L’iscrizione della regola verde come principio costituzionale assoluto (illegalità di prendere alla natura più di quanto può rinnovare)
  • Una promozione e utilizzazione gratuita dei trasporti pubblici per tutte e tutti
  • Il trasferimento del traffico stradale su rotaia
  • Una riduzione drastica dei pesticidi e la proibizione immediata del glifosfato
  • Il disinvestimento dei fondi pubblici (in particolare le casse pensioni) dalle energie fossili
  • La proibizione alle imprese svizzere di investire nelle energie fossili e nelle miniere a cielo aperto
  • I controlli aumentati e sanzioni contro l’inquinamento industriale che mina l’ambiente
  • Il rafforzamento delle norme sociali e ambientali nella commercializzazione di prodotti
  • Il riconoscimento e l’inserimento nel Codice penale del termine “ecocidio” (crimine che porta attacchi gravi all’ambiente)
  • La protezione e la promozione della biodiversità
  • Una pianificazione del territorio verso il futuro e in armonia con la protezione dell’ambiente.