Basta sfruttamento alla DPD!

Il sistema capitalista sta implementando una nuova frontiera dello sfruttamento, ma attenzione che prima o poi la corda si spezza!

Il Partito Operaio e Popolare (POP) sostiene qualsiasi forma di lotta che gli impiegati intendono intraprendere per far valere i propri diritti, in particolare li incoraggiamo a incrociare le braccia e scioperare. 

L’esperimento sociale che DPD sta facendo subire ai propri dipendenti è terrificante e deve suscitare l’indignazione della popolazione tutta. La maniera in cui è stato reintrodotto il lavoro a cottimo, ossia più pacchi consegni più guadagni, in una grande azienda multinazionale come la filiale pacchi, rigorosamente privatizzata, della Posta francese, è un segnale che i monopoli vogliono applicare alla lettera le parole d’ordine del WEF di quest’anno: “The great reset”. 

Quello della DPD è ormai un caso diventato di dominio pubblico, ma nel settore vi sono molte altre aziende già in forte espansione grazie alla digitalizzazione dei servizi e il fenomeno è in crescita grazie anche alla pandemia. 

La DPD Ticino ha triplicato il numero di autisti in tre anni, la cifra d’affari è quindi cresciuta di molto, ma i salari e le condizioni di lavoro non hanno fatto che peggiorare. Costantemente geolocalizzati, gli impiegati DPD si vedono sottrarre le ore di lavoro se, in base alle statistiche, hanno consegnato meno pacchi degli obiettivi fissati, con un sistema di premi per i migliori e di malus per i peggiori. A niente serve il CCL di categoria, che è stato disdetto oltretutto, perché sottopone solo i dipendenti direttamente assunti da DPD, ma DPD non assume nessun autista, perché subappalta a ditte terza il lavoro. Solo un protagonismo operaio potrà permettere di migliorare le condizioni. La logica anti-sindacale di questo modo di pagamento deve essere combattuta con forza da tutti coloro che si dicono dal lato dei lavoratori e delle lavoratrici. 

L’organizzazione sindacale dei lavoratori DPD è venuta dal basso e Unia ha saputo raccogliere le richieste di sostegno, dimostrandosi ancora una volta l’unico sindacato che lascia spazio al conflitto. Ora la Direzione del gruppo è stata informata direttamente in sede centrale a Parigi da un gruppo di colleghi che si oppongono al ritorno della schiavitù nel XXI secolo. Noi come POP, assieme ad altre forze politiche e sociali della sinistra, scenderemo in piazza a fianco dei lavoratori della DPD Ticino.

Il ritrovo è fissato mercoledì 3 marzo alle ore 15.15 presso l’Aldi di Giubiasco, per poi dirigerci verso il loro magazzino per un presidio di solidarietà.