No alla liberalizzazione del mercato dell’elettricità – per la nazionalizzazione delle compagnie d’energia

Dal 2009 in Svizzera, tutti i grossi consumatori che superano un consumo di almeno 100›000 kWh all’anno di elettricità possono scegliere liberamente i fornitori di elettricità. Lo scorso 3 aprile il Consiglio Federale ha annunciato una liberalizzazione completa del mercato dell’elettricità in Svizzera. Ma perché? «l´unica ragione è l´avidità delle aziende elettriche che mirano al profitto» ha dichiarato il presidente del PSdL -POP Gavriel Pinson. «È evidente che le lobby dell’energia a Berna ha fatto un eccellente lavoro. Ancora una volta sono i lavoratori e le lavoratrici le vittime di questa politica».

L’esempio della Germania mostra l›evoluzione dei prezzi sul mercato dell’elettricità completamente liberalizzato: il prezzo medio dell’elettricità per nucleo familiare è passato da 13.94 centesimi di € per kWh nel 2000 a 30,43 € nel 2019. L›aumento è stato del 118%, vale a dire il 6% all’anno. Un nuovo aumento del 6% in media è previsto anche per il 2020. Sicuramente se anche in Svizzero il mercato dell’elettricità verrà liberalizzato i prezzi evolveranno nella stessa maniera.

Le poche ma potenti aziende del settore energetico che si ripartiranno il mercato non altro obiettivo che realizzate il maggior profitto possibile con una logica capitalista. Continueranno a produrre energia nucleare e non avranno nessun interesse per investire a lungo termine nelle energie rinnovabili, contraddicendo la Strategia energetica 2050, che è stata approvata dal popolo a maggio 2017. Le aziende dell’energia accresceranno il loro potere e la loro influenza sulla politica energetica e una cosa è sicura: gli interessi di queste aziende sono in totale contraddizione con le esigenze del movimento di lotta contro il cambiamento climatico e gli obiettivi di una politica energetica sostenibile e senza centrali nucleari.

Il PSdL- POP si oppone fermamente alla liberalizzazione del mercato dell’energia proposto dal Consiglio federale e prospetta un cambio radicale anche nella politica energetica: chiediamo la nazionalizzazione e quindi il controllo democratico delle aziende di energia. Questo è il solo modo per pianificare e mettere in pratica una politica energetica che possa contribuire a salvare il pianeta da una catastrofe climatica.